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maggio 2020

B2Lab lancia Sanistory: tracciamento digitale (gratis) delle sanificazioni. Il Ceo Pierucci: Ecco come funziona
Da ildenaro.it dell’11 maggio 2020

Garantire la sicurezza sanitaria è oggi la condizione preliminare di qualsiasi attività commerciale. Lo sanno bene le imprese che proprio in questi giorni stanno cercando di riaffacciarsi sul mercato tra difficoltà e limitazioni di ogni genere. E che, come se non bastasse, devono rompere la cortina di paura e diffidenza ingenerata nei loro clienti dalla pandemia. Di qui la necessità di strumenti che traccino – come si dice oggi – le sanificazioni, che certifichino insomma che esse siano “fatte in ottemperanza a quanto dispongono i protocolli”, e garantiscano che “nelle strutture e nei locali frequentati, a vario titolo, dalle persone, siano rispettate tutte le procedure sanitarie d’intervento e sanificazione in termini di modalità, sequenza e tempi”. Questo strumento oggi esiste: si chiama Sanistory, un servizio di tracciamento digitale messo a punto da  B2Lab, società che opera nel campo della blockchain. Abbiamo intervistato il Ceo e founder della B2Lab, Giuliano Perucci.

Ingegnere Pierucci, B2Lab ha lanciato Sanistory, che voi definite “il Servizio per la Garanzia del Processo di Sanificazione”. Ci spiega di che cosa si tratta e come nasce?
Stiamo attraversando un momento molto critico a causa dell’ emergenza sanitaria Covid-19. Sappiamo bene che ne usciremo se tutti noi faremo la nostra parte ponendo la necessaria attenzione nello svolgimento delle diverse attività che scandiscono la nostra quotidianità come cittadini, come dipendenti e consumatori, come imprenditori e istituzioni. In B2Lab siamo consapevoli di questo e nel silenzio del lockdown abbiamo riflettuto, giorno e notte, su come potessimo dare una mano al nostro Paese. Abbiamo compreso bene il problema che stanno vivendo tutti i settori industriali e Sanistory nasce dal desiderio di mettere a disposizione di tutti le nostre competenze nelle nuove tecnologie. Di qui la decisione, proprio all’inizio della Fase 2, di mettere a disposizione delle imprese questo servizio.

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marzo 2020

Guardiamo ora, guardiamo oltre
di Ninni De Santis*

(già pubblicato sul ildenaro.it)

Il Piano Transizione 4.0 può diventare lo strumento per la transizione post Covid con le dovute e necessarie variazioni su cui sta alacremente lavorando Confindustria: aumento delle percentuali dei bonus R&S ed innovazione, drammaticamente abbassate nella finanziaria 2019 “normale” e allungamento dei tempi della misura ad almeno 3 anni.
Aggiungerei una visione meno burocratica e formalistica della misura, rimandando si ai Manuali di Frascati e di Oslo per i criteri di applicazione, ma non pretendendo che essi siano esauditi per tutte le declinazioni di attività in quanto, soprattutto il primo, è un manuale nato in ambito Universitario e che quindi sconta una lontananza dalla prassi che l’azienda non può sempre soddisfare.
Magari ridurre la rispondenza ad almeno 2 o 3 dei 5 criteri previsti consentirebbe l’utilizzo della misura a tutte le imprese, soprattutto alle PMI meno avvezze ai formulari ma che fanno paradossalmente più innovazione senza ricerca come formalmente declinata.
Così da non dare le imprese in pasto ad occhiuti ed impreparati funzionari, premiati paradossalmente per il recupero di somme che poi portano a temerari contenziosi per la PA.
L’adeguamento di Transizione 4.0 alla guerra asimmetrica dichiarata dal Covid 19 all’apparato produttivo Italiano sarebbe ancora più utile perché le aziende che non si sono fermate stanno investendo proprio mentre scrivo ed implementando in tempi rapidissimi e con sperimentazioni che non consentono tempi lunghi ogni tipo di innovazione per l’utilizzo di piattaforme di smart working o per la sicurezza dei luoghi di lavoro dove è necessario stare vicini agli impianti di produzione. Inoltre, premierei l’introduzione nella PA e nelle aziende degli smart contracts con tecnologie Blockchain che sostituiscono la stretta di mano dal notaio o dal segretario comunale (ora non consigliabile) con una più affidabile stretta di mano tecnologica.
Non escludo, peraltro, che tali cambiamenti possano produrre nuovi asset organizzativi in grado di sostituire l’occhio vigile (fisico) del padrone con quello più efficiente del Padrone-manager, rispetto ai risultati raggiunti dai dipendenti in smart work. Meno tempo nel traffico e più tempo per lavorare meglio e da dedicare al wellness personale. Ma queste sono analisi che faremo tra un anno.
Per cui oltre alle misure emergenziali in atto che si spera contribuiscano a diminuire un effetto di probabile decimazione aziendale, sarebbe importante approfittare, come spesso accade nei momenti di difficoltà, di questa crisi per trasformare in meglio quelle aziende che ce la faranno e auspicabilmente dimostrare al mondo che l’Italia è il Better Place dove è possibile non solo fare impresa, ma anche e soprattutto fare un’impresa di qualità. Va però decimata, quella si, la pulsione burocratica che tiene lontani gli investitori dalle nostre terre e dissuade gli “eroi” che l’impresa qui la fanno a fare di più. Quegli “eroi” che oggi stanno anche loro in trincea, al pari del nostro sistema sanitario, per assicurare al sistema Paese un “dopo” che con i vizi italiani è ora difficile immaginare.
Utilizzerei, anzi, l’anno 20 come anno fiscale zero D.C. (Dopo Covid) per un completo reset fiscale (parola più digeribile di condono) recuperando dalle imprese che possono farlo gettito che in questo momento sarebbe oro colato. Quindi, con un fisco leggero ed un’amministrazione amica, dedicare alla lotta al sommerso ed all’evasione tutte le risorse di polizia di cui disponiamo.
È il momento degli Animal Spirits italici che devono essere lasciati liberi di fare e che non devono avere avanti a sè le impervie pastoie burocratiche tipiche del nostro sistema legislativo.
Per dimostrare al mondo che si “andrà tutto bene”, cosa che dire a fornitori e banche è complicato, ma anche che siamo i più bravi di tutti e che l’Italia è il posto migliore per venire a fare turismo, impresa e vita.
Qui ed ora.

* Vice Presidente Abie/Confindustria Digitale



 

febbraio 2020

Intervista su Panorama all’Ing. De Santis, titolare della Supervisum

supervisum panorama febbraio 2020

scarica il pdf con l’intervista

 



 

Blockchain in Rete
L’uso della Blockchain per le Filiere del Made in Italy Sicure e Tracciabili

blockchain rete

28 febbraio 2020 MiCo Sala LAB 2
Connext 2020 Milano

A seguito emergenza coronavirus il Connext 2020 è stato riprogrammato al 4 e 5 giugno 2020.

Scarica la locandina con il programma dettagliato

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gennaio 2020

Rinnovato il consiglio direttivo dell’associazione di Confindustria Digitale.

Il biennio 2020-2021 vedrà la piena entrata in campo delle tecnologie blockchain nei diversi settori industriali: dal fintech (criptoattività, tokenizzazione, sistemi di pagamento, gestione del credito) alla logistica, dalla notarizzazione alla govemance organizzativa e dei processi.
Ciò avverrà, a detta degli analisti internazionali, in modo integrato e sinergico con le altre tecnologie digitali.
Il trend è emerso nei giorni scorsi durante l’assemblea generale di Abie, l’associazione di Confindustria Digitale per il comparto blockchain, che ha riconfermato Giuliano Pierucci nel ruolo di Presidente e nominato il nuovo consiglio direttivo, composto dai consiglieri Ninni De Santis (vicepresidente), Paolo Cacurri (vicepresidente), Massimo Giuliano, Maurizio Pimpinella, Lorenzo Comisi.
Massimiliano Lucaroni è stato riconfermato nell’incarico di tesoriere e Catia De Vincenzi nell’incarico di segretaria dell’associazione.
Il nuovo consiglio direttivo ha già annunciato le prossime iniziative: il convegno «La trasformazione digitale per lo sviluppo del Sistema Paese» (Roma, 12 febbraio 2020) e la partecipazione di Abie agli steering committee di Confindustria Digitale e all’evento Connext di Confindustria.
(tratto da Il Sole 24 Ore del 22 gennaio 2020)

 



Industria 4.0 cambia radicalmente: Bonus R&S, Innovazione e Moda, le novità del 2020

Riduzione delle percentuali di contributo per ricerca e sviluppo, possibilità di agevolare innovazione tecnologica, di design e ideazione estetica. Sono queste le novità della legge di Bilancio 2020 per il credito d’imposta R&S. Nello specifico, le attività di innovazione tecnologica si divideranno tra attività classiche e quelle riconducibili alla digitalizzazione in ambito 4.0. Il bonus non può formare oggetto di cessione o trasferimento, neanche all’interno del consolidato fiscale, non concorre alla formazione del reddito d’impresa ed è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi. Quali le altre novità?

Cambia il credito d’imposta alla ricerca e sviluppo per le imprese che si cimentano nella ricerca di nuovi prodotti o nuovi cicli produttivi. Con la legge di Bilancio del 2020, approvata dal Senato, non ci sarà più il contributo differenziato del 50% o del 25% a seconda delle voci ammissibili. Inoltre, non ci sarà più il raffronto con la media antecedente e non ci sarà più il dubbio su cosa è ricerca e cosa no.
Il nuovo credito d’imposta si muove tra quanto previsto dal Manuale di Frascati e quello di Oslo. I contributi saranno concessi per attività di ricerca e sviluppo, per attività di innovazione tecnologica, per attività di design e ideazione estetica. Le attività di innovazione tecnologica si dividono tra attività classiche e quelle riconducibili a innovazione digitale 4.0.

Nuova agevolazione

Cambia in maniera significativa anche la percentuale di contributo ammissibile e la base del calcolo. L’importo ammissibile viene assunto al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute dalle imprese per le stesse spese ammissibili.
Fino al 2019, le imprese conteggiavano l’importo sulle medesime spese globali. Quindi una spesa poteva prevedere un contributo del 50% da un bando regionale e un contributo del 50% dal credito d’imposta. La somma totale non doveva oltrepassare il limite di spesa.
Per le attività di ricerca e sviluppo che verranno individuate da un decreto che verrà emanato sulla base del Manuale di Frascati, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 12 per cento. La nuova norma introduce anche un limite massimo pari a 3 milioni di euro.
Per le attività di innovazione tecnologica, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 6 per cento della relativa base di calcolo. Anche in questo caso la base è assunta al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.
Anche per le attività di design e ideazione estetica, il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 6 per cento della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.
Le attività di innovazione tecnologica destinate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 saranno individuate con un decreto del Ministro dello sviluppo economico di futura emanazione. Il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 10 per cento della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.
Nel rispetto dei massimali indicati e a condizione della separazione analitica dei progetti e delle spese ammissibili pertinenti alle diverse tipologie di attività, è possibile applicare il beneficio anche per più attività ammissibili nello stesso periodo d’imposta.

Utilizzo in compensazione

Il credito d’imposta spettante è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, in 3 quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione, subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione.
Al solo fine di consentire al MISE di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative le imprese che si avvalgono di tali misure effettuano una apposita comunicazione.
Con apposito decreto direttoriale del Ministero dello Sviluppo Economico sono stabiliti il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione. Il credito d’imposta non può formare oggetto di cessione o trasferimento neanche all’interno del consolidato fiscale.
Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito d’impresa nonché della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni.
Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al periodo precedente, non porti al superamento del costo sostenuto.

Ruolo del revisore

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.
Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, la certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti, iscritti nella sezione A del registro di cui all’articolo 8 del D.Lgs. n. 39/2010.
Nell’assunzione di tale incarico, il revisore legale dei conti o la società di revisione legale dei conti osservano i principi di indipendenza elaborati ai sensi dell’articolo 10 del D.Lgs. n. 39 del 2010 e, in attesa della loro adozione, quelli previsti dal codice etico dell’Intenational Federation of Accountants (IFAC).
Per le sole imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della documentazione contabile previsto dal presente comma sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5 mila euro.

Relazione tecnica

Ai fini dei successivi controlli, le imprese beneficiarie del credito d’imposta sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o ai sotto-progetti in corso di realizzazione. Tale relazione deve essere predisposta a cura del responsabile aziendale delle attività ammissibili o del responsabile del singolo progetto o sotto-progetto e deve essere controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa. Per le attività ammissibili commissionate a soggetti terzi, la relazione deve essere redatta e rilasciata all’impresa dal soggetto commissionario che esegue le attività.

Controlli

Nell’ambito delle ordinarie attività di accertamento, l’Agenzia delle entrate, sulla base dell’apposita certificazione della documentazione contabile e della relazione tecnica nonché sulla base della ulteriore documentazione fornita dall’impresa, effettua i controlli finalizzati alla verifica delle condizioni di spettanza del credito d’imposta e della corretta applicazione della disciplina. Nel caso in cui si accerti l’indebita fruizione anche parziale del credito d’imposta, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni secondo legge, fatte salve le eventuali responsabilità di ordine civile, penale e amministrativo a carico dell’impresa beneficiaria.
Qualora, nell’ambito delle verifiche e dei controlli, si rendano necessarie valutazioni di carattere tecnico in ordine all’ammissibilità di specifiche attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica o di altre attività innovative nonché in ordine alla pertinenza e alla congruità delle spese sostenute dall’impresa, l’Agenzia delle Entrate può richiedere al Ministero dello sviluppo economico di esprimere il proprio parere.


Bonus ricerca, le novità del 2019

La legge di Bilancio 2019, entrata in vigore il 1° gennaio, conferma il bonus ricerca e sviluppo, anche se reintroduce le aliquote differenziate in base alle tipologie di spese ammissibili e riduce l’importo massimo concedibile per impresa. Infatti, viene ridotta l’aliquota di agevolazione dal 50% al 25% per alcune tipologie di spese, mentre il beneficio massimo concedibile per singola impresa passa da 20 a 10 milioni di euro. Inoltre, sul fronte degli adempimenti formali, vi sono delle novità che avranno effetto già a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2018.

Nello specifico, la percentuale del 50%, attualmente applicabile su tutta l’eccedenza delle spese ammissibili rispetto alla media del triennio 2012-2014, viene mantenuta, a decorrere dal 2019 solo in caso di:

  • attività di ricerca e sviluppo organizzate internamente all’impresa, limitatamente alle spese del personale titolare di un rapporto di lavoro subordinato direttamente impiegato in tali attività di ricerca;
  • attività di ricerca e sviluppo commissionate a terzi, solo per i contratti stipulati con Università, enti e organismi di ricerca, nonché con startup e PMI innovative indipendenti.

Vi è, quindi, una differenziazione nell’ambito delle spese di personale tra il personale titolare di rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, e personale titolare di altri rapporti di lavoro diversi dal lavoro subordinato (lavoratori autonomi, collaboratori, etc.), prevedendo in questo secondo caso la percentuale del 25 per cento. Analogamente per le spese relative alla ricerca commissionata, si distingue tra quella affidata a Università, enti e organismi equiparati, nonché a imprese rientranti nella definizione di start-up e PMI innovative, che godono dell’aliquota del 50%, e quella affidata ad altri soggetti, per la quale si applica l’aliquota ridotta del 25%.

La legge di Bilancio viene incontro alle esigenze delle imprese per le quali lo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili non può prescindere dall’acquisizione dei materiali e altri beni destinati alla realizzazione di prototipi di prodotti o di impianti pilota o, ad esempio, agli esperimenti di laboratorio. Infatti il calcolo del beneficio avviene, dando rilevanza ai costi sostenuti per l’acquisto di materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale.

Il ritorno alle aliquote differenziate introduce nuovamente un criterio di calcolo del beneficio spettante, che opera direttamente sull’eccedenza agevolabile (la differenza tra l’ammontare delle spese ammissibili sostenute nel periodo agevolato e la media del triennio 2012-2014) individuando la quota di su cui applicare l’aliquota del 50% e la restante quota su cui applicare l’aliquota del 25% in base alla diversa incidenza della varie tipologie di spese sul totale sostenuto nel periodo agevolabile.

A titolo di esempio, ipotizzando che nel periodo d’imposta 2019 si generi un’eccedenza agevolabile pari a 250mila euro e che l’ammontare delle spese agevolabili rientranti nelle voci su cui si applica l’aliquota del 25% sia pari a 100mila, mentre quello relativo alle voci cui si applica l’aliquota del 50% sia pari a 150mila, l’importo del credito d’imposta spettante sarà pari a 100mila euro, cioè la somma di 25mila euro (il 25% di 100mila) e 75mila euro (il 50% di 150mila).

La manovra interviene anche sugli adempimenti formali, estende infatti a tutti i soggetti beneficiari l’obbligo di specifica certificazione delle spese rilevanti ai fini del calcolo del beneficio (sia del periodo agevolato e sia dei periodi di media), attualmente previsto solo per le piccole imprese. Inoltre, la fruizione del bonus ricerca viene subordinata all’avvenuta certificazione delle spese, nel senso che l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta maturato in un determinato periodo agevolabile non potrà iniziare (a decorrere dal successivo) se non a partire dalla data in cui viene adempiuto l’obbligo di certificazione. Infine, l’impresa è tenuta a predisporre una relazione tecnica illustrativa del progetto o dei progetti di ricerca e sviluppo intrapresi, del loro avanzamento e di tutte le altre informazioni rilevanti per l’individuazione dei lavori ammissibili al credito d’imposta.



Allo Smau seminario di Aism sul blockchain: così rivoluzionerà il marketing
Anche quest’anno lo Smau, evento di riferimento per l’innovazione e il digitale rivolto a imprese e i professionisti, ha visto la presenza dell’Aism, Associazione italiana sviluppo marketing, che in collaborazione con Supervisum Srl e B2Lab, ha realizzato il workshop “La blockchain: nel cuore della digital transformation”.

Leggi l’articolo completo su Il Denaro.



volantino credito impostaCredito d’imposta in Attività di Ricerca e Sviluppo (scarica la brochure informativa)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Supervisum su Italotreno di ottobre 2018.supervisum italo
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Al via il credito d’imposta per gli investimenti effettuati dalle imprese per la formazione del personale negli ambiti funzionali al processo di trasformazione tecnologica e digitale 4.0.

Possono accedere al beneficio tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Il decreto attuativo è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 22 giugno 2018.

Per approfondimenti normativi:
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/credito-d-imposta-formazione
Per info sull’utilizzo e progetti formativi specifici:
info@supervisum.it



Articolo sulle attività di Supervisum e intervista al responsabile R&S ing. De Santis pubblicato a pag. 6 del sole 24 ore del 10 maggio 2018

10 maggio supervisum articolo sole 24 ore



Supervisum Impresa 4.0 nasce con l ’obiettivo di fornire servizi tecnici e professionali di elevata qualità, predisposti secondo le esigenze dei clienti che hanno scelto di intraprendere il percorso di innovazione affidandosi alla nostra competenza.

Un progetto innovativo e strutturato che consente a tutti i professionisti d’impresa e alle aziende interessate di utilizzare al meglio le opportunità offerte dalle misure di agevolazione alla innovazione ed alla Ricerca&Sviluppo con l’obiettivo di massimizzare le risorse che le agevolazioni rendono subito disponibili alle imprese con l’utilizzo di compensazioni fiscali per investire con le risorse rinvenienti in competitività aziendale su tutti i mercati internazionali.

Supervisum è inoltre in grado di analizzare, studiare ed individuare gli strumenti necessari alle imprese per uscire in modo vincente da situazioni di temporanea o continua crisi aziendale proponendosi nei confronti dell’azienda e nei confronti del professionista come l’interlocutore per i servizi di consulenza per industrie ed aziende di servizio.

La nostra politica aziendale si basa per il finanziato su nessun costo per le imprese sino alla accettazione della fattibilità del progetto di sviluppo proposto e solo se vanno in porto le agevolazioni su cui si è lavorato.

Quindi la modalità di utilizzo dei nostri servizi è a success fee, per cui se il percorso progettato insieme sulle esigenze dell’impresa si concluderà positivamente ci sarà riconosciuta una fee di consulenza.

La qualità dei nostri servizi è comprovata dalla nostra clientela fatta di imprese leader nei propri settori di piccole, medie e grandi dimensioni che hanno in comune la tensione verso l’innovazione e la competitività sui mercati di riferimento.

I settori nei quali abbiamo sviluppato importanti progetti di Ricerca e Sviluppo sono quelli della Logistica, della Meccanica, Metalmeccanica, Produzione occhiali ed accessori, Servizi innovativi alle imprese, Costruzioni ed Ambiente.